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La Salute Mentale

È durante l’Illuminismo che la psichiatria, come branca della medicina, comincia ad emergere. Le radici degli odierni sistemi di cura affondano nel XVIII secolo, quando furono concepiti i primi asili per gli alienati, dai quali derivano i manicomi o gli ospedali psichiatrici, anche in Italia divenuti rifugio/prigione per i malati durante gran parte del XX secolo.

La malattia mentale, considerata sostanzialmente inguaribile, progressiva ed incomprensibile, giustificava, pertanto, la segregazione del malato mentale per la salvaguardia delle “persone civili” e del decoro.

Gli strumenti terapeutici erano lasciati alla fantasia più fervida: docce ghiacciate, diete sbilanciate, isolamento e contenzione fisica, sono solo alcune delle pratiche cui venivano sottoposti i pazienti.

Un importante contributo alla nascita di una nuova concezione della malattia mentale è da attribuire alla:

  • psicanalisi;
  • sintesi dei primi psicofarmaci (tra gli anni 1940-50);
  • costante ricerca nelle scienze del comportamento;
  • nascita delle prime forme di psicoterapia.

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.) definisce:

  • la salute “uno stato completo di benessere fisico, mentale e sociale”;
  • la salute mentale “uno stato di benessere nel quale il singolo è consapevole delle proprie capacità, sa affrontare le normali difficoltà della vita, lavorare in modo utile e produttivo ed è in grado di apportare un contributo alla comunità”.

 

La svolta decisiva per la malattia mentale si ha nel 1978, quando il dott. Franco Basaglia, medico psichiatra, riesce a fare discutere in Parlamento una legge che avrebbe rivoluzionato i principi sino ad allora definibili baluardi insormontabili.

La nuova normativa statuiva i seguenti principi fortemente innovativi:

  • la definitiva chiusura degli ospedali psichiatrici;
  • la promozione di una rete sanitaria operativa su tutto il territorio nazionale;
  • la tutela dei diritti del paziente;
  • l’impegno a favorire il recupero sociale.

 

È necessario, tuttavia, evidenziare che la definizione di salute mentale è ancora lontana dall’essere universalmente condivisa. Ogni definizione dipende, infatti, da differenze culturali, da valutazioni soggettive e dalle diverse teorie.

Alcune delle abilità caratteristiche della condizione di salute mentale sono:

  • stabilire relazioni soddisfacenti e mature con gli altri;
  • partecipare costruttivamente ai mutamenti dell’ambiente;
  • sviluppare la propria personalità investendo le pulsioni istintuali nelle relazioni sociali;
  • risolvere i propri conflitti in modo equilibrato;
  • adattarsi alle condizioni esterne ed ai conflitti interni;
  • avere una buona immagine di sé;
  • provare emozioni.

 

Le patologie mentali, invece, racchiudono:

  • difficoltà e tensioni psichiche,
  • alterazioni del comportamento,
  • percezione di un disagio personale.

 

Il tutto con profonde ricadute sia nei rapporti familiari che di lavoro, sia sulla situazione economica; comportando, pertanto, molteplici costi, perdite ed oneri per i cittadini e la società.

I dati statistici più recenti testimoniano che:

  • un adulto su quattro è affetto da patologie mentali (in Europa il 27% della popolazione ne è stato affetto almeno una volta nella vita);
  • depressione e schizofrenia figurano tra le 10 cause principali di invalidità nel mondo;
  • in Europa circa 58.000 cittadini muoiono ogni anno per suicidio (una cifra superiore al numero annuo di morti causate da incidenti stradali, omicidi o AIDS);
  • le patologie mentali più comuni sono quelle legate all’ansia e alla depressione;
  • si prevede che entro il 2020 la depressione diventerà la causa di malattia più frequente nei paesi industrializzati.

La condizione psichica delle persone è determinata da una molteplicità di fattori; numerosi aspetti epidemiologici del mondo moderno non fanno che contribuire ad un ulteriore incremento dei disturbi mentali, a partire dall’immediato futuro:

  • aumento della popolazione anziana;
  • incremento dell’immigrazione con conseguente aumento delle condizioni di disagio;
  • diffusione delle condizioni di stress legate ai frenetici ritmi di vita e di lavoro;
  • maggiore disagio urbano;
  • crescenti problemi dell’adolescenza e della gioventù.

Tra 20 anni tra le principali cause di mortalità è da annoverare la depressione; infatti, ricercatori delle più accreditate Università del mondo occidentale stimano che, fino al 2030, le malattie che graveranno maggiormente sul futuro della popolazione mondiale saranno l’AIDS, le malattie cardiovascolari e la depressione.

Si stima che le patologie mentali comportino un costo per le casse dello Stato Italiano di circa 2 punti percentuali del Prodotto Interno Lordo (P.I.L.), in euro circa 3,2 miliardi, una spesa dovuta principalmente alla perdita di produttività.

I disturbi psichiatrici, infatti, sono una delle principali cause di pensionamenti anticipati e delle pensioni di invalidità.

Nonostante le migliori possibilità di cura e gli sviluppi positivi dell’assistenza psichiatrica, le persone affette da patologie mentali o handicap subiscono ancora:

  • esclusione sociale;
  • discriminazioni;
  • mancato rispetto dei diritti fondamentali.

I punti qualificanti della legge 180/78, conosciuta anche come Legge Basaglia, sono:

  • l’omologazione del paziente psichiatrico ai malati con altre patologie;
  • il superamento del manicomio, come luogo centrale di cura, e lo spostamento sul territorio dell’assistenza psichiatrica;
  • l’assimilazione del ricovero senza consenso del paziente, Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO), ai ricoveri obbligatori relativi ad altre patologie;
  • l’abolizione del concetto di pericolosità sociale del malato di mente.

 

Il TSO, proposto da un medico, deve essere sempre convalidato da un sanitario che opera in una struttura pubblica. Successivamente, il Sindaco, nella qualifica di massima Autorità Sanitaria locale, notifica entro 48 ore dal ricovero il provvedimento al Giudice Tutelare nella cui circoscrizione rientra il Comune.

Il TSO dura di norma sette giorni ed il suo prolungamento o la sua sospensione devono essere comunicati al Sindaco.


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